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IL NUMERO TRE

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simona
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MessaggioOggetto: IL NUMERO TRE   Mer Lug 16, 2008 5:12 pm

VORREI SAPERE PERCHè
SI DICE CHE IL NUMERO TRE
è IL NUMERO PERFETTO
_________________


MISS SIMPATIA
MISS ALLEGRIA
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noellia1807



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MessaggioOggetto: Re: IL NUMERO TRE   Ven Lug 25, 2008 11:58 am

Ti posto quello che ho trovato in proposito e che mi sembra esaustivo :
Una volta ad una persona sposata chiesero quanti figli desiderasse. Egli, molto convinto, rispose di desiderarne tre e quando gli chiesero quale ne fosse il motivo lui rispose: “Perché tre è il numero perfetto!”. Ho ancora vivo il ricordo di mio nonno (che aveva avuto tre figli, ma uno era morto per un incidente) quando mi diceva che, secondo lui, l’ottimo è avere tre figli. “Un solo figlio”, mi diceva, “è poco, due figli è un bene, ma averne tre è ancora meglio: perché se uno ti muore ne restano due e se con uno dei due non ti parli ce ne è sempre uno da cui andare”. Tutti sappiamo che ancora oggi è diffusa la credenza secondo la quale il tre è il numero perfetto. Interessante è il fatto che il 3, in espressioni del linguaggio comune, allude spesso al compimento ottimale di una serie di eventi. Si ricordi l’espressione “non c’è due senza tre”. Anche nelle diverse religioni questo numero ha un suo valore sacro. Nella religione cristiana, ad esempio, abbiamo il concetto della Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) ed inoltre l’evento più importante del cristianesimo ha un legame con questo numero: Gesù resuscitò il terzo giorno dopo la morte. Particolare attenzione al numero tre e ai suoi multipli fu data dal grande poeta Dante Alighieri: tre sono le cantiche della Divina Commedia, tre le donne maggiormente celebrate, 33 i canti di ciascuna cantica (più uno di introduzione), tre sono le fiere che gli sbarrano il passo, ecc. Ma qual è il motivo per cui si è radicata nella coscienza umana l’associazione tra numero tre e la perfezione? Molti di voi avranno visto un treppiede: è quell’affare che serve per mettere le pentole sul fuoco. Il treppiede, come si evince dal nome stesso, è un cerchio metallico (più precisamente una corona circolare) sorretto da tre piedi (anch’essi di metallo). Se si ponessero due piedi soltanto il cerchio non si reggerebbe, se invece se ne ponessero più di tre il tutto funzionerebbe ma aumenterebbe il costo!. In questo caso il numero tre rappresenta l’ottimo, ovvero il minimo numero di piedi che conferisce stabilità al sistema. Molti di voi saranno andati sicuramente in bicicletta e vi sarete resi conto che per non cadere quando siete fermi dovete mettere almeno un piede a terra. Del resto ai bambini si regalano i tricicli, le biciclette con tre ruote, proprio per una questione di sicurezza. Tutti sanno che le sedie hanno quattro piedi, ma vi assicuro che tre possono bastare: ho visto io stesso dei modelli con tre piedi. In realtà il discorso per la sedia è più complicato perché l’uomo che vi si poggia non sempre sta fermo come la pentola sul treppiede. Molti di voi saranno andati al circo ed avranno osservato con stupore tutti quegli artisti che su un’asta reggono un’altra persona. In linea teorica, per tenere in equilibrio ad una certa altezza un corpo solido, basta un’asta che parte da terra e finisce nel baricentro del solido stesso. Per esempio con un solo dito potremmo reggere un libro, ma se uno ci prova si accorge che non è una cosa facile. Si può quindi provare con due dita, ma anche in questo caso non è facile. Se invece si prova con tre dita, tutto diventa facile. Sin dall’antichità l’uomo ha individuato nella realtà due aspetti: il bene e il male. Molte credenze popolari descrivono lo sviluppo della storia come la continua lotta tra queste due entità. In realtà, come ci conferma la politica, è più probabile che la storia sia una continua lotta tra tre entità: il bene, il male e la moderazione. Uno scontro tra due entità è definito duello mentre uno scontro tra tre entità è definito triello. Il regista italiano Sergio Leone, con il film “Il buono, il brutto e il cattivo” ha portato sul grande schermo proprio il concetto di triello. Come il regista ha saputo ben descrivere sui volti dei partecipanti, un triello è una situazione complicata perché, a differenza del duello, non sai a chi sparare. Sergio Leone, però, ne uscì alla grande facendo in modo che il brutto avesse la pistola scarica e che il bello lo sapesse. E così, come sa ci ha visto il film, anche in quell’occasione il cattivo di turno fu sconfitto! Le considerazioni riguardanti la stabilità e quindi la sicurezza conferita dai tre piedi o dalle tre ruote ci inducono a pensare che la perfezione associata al numero tre provenga proprio da considerazioni empiriche. Le considerazioni riguardanti il triello ci fanno invece capire che il numero tre rappresenta l’apertura alla complessità del mondo e quindi assurgere a rappresentazione di tutto il creato. In fisica è molto semplice risolvere, tramite le equazioni della dinamica, il problema dei due corpi, ma se si cerca di risolvere il problema dei tre corpi il tutto diviene complicatissimo. Nella geometria euclidea il numero tre ha anche la sua importanza: tre sono le coordinate necessarie per individuare un punto nello spazio, tre sono i punti necessari per individuare una circonferenza, tre è il numero minimo di segmenti per ottenere una figura piana. Per quanto riguarda la teoria dei numeri, la quale si occupa delle proprietà dei numeri e delle relazioni che possono essere stabilite tra di essi, il numero tre è un numero primo ed è anche un numero dispari (del resto l’unico numero primo che sia pari è il 2). Nella teoria dei numeri vi è anche la definizione di numero perfetto: un numero si dice perfetto quando si può ottenere come somma dei suoi divisori. Per esempio il numero 6 è un numero perfetto perché ha come divisori 1,2,3 ed inoltre 1+2+3=6. Seguendo la definizione data, il numero tre non è un numero perfetto perché i suoi divisori sono 1 e 3, ma 1+3=4. Del resto nessun numero primo può essere un numero perfetto dato che un numero primo è divisibile solo per se stesso e per 1. Forse la prima definizione di numero perfetto l’ha data Euclide. Questi era un matematico greco del II secolo a.C. della cui vita si hanno pochissime informazioni. Una informazione certa è che egli insegnò nella scuola di Alessandria istituita da Tolomeo I, una scuola che non aveva pari a quei tempi. Cinque sono le opere di Euclide pervenute sino a noi: gli Elementi, i Dati, le Divisioni delle figure, i Fenomeni e l’Ottica. L’opera più importante è senza dubbio gli Elementi. L’opera è suddivisa in tredici libri: i primi sei trattano la geometria piana elementare, i tre successivi la teoria dei numeri, il libro X gli incommensurabili, e gli ultimi tre soprattutto la geometria solida. L’ultima proposizione del libro IX contiene la ben nota formula per i numeri perfetti: se 1+2+22+…+2n-1=2n-1 è un numero perfetto, allora 2n-1*(2n-1) è un numero perfetto. Gli antichi greci conoscevano i primi quattro numeri perfetti: 6,28, 496, 8128; ma Euclide non ha mai detto se la sua formula fornisce tutti i numeri perfetti. Intorno al 1740 Eulero, un matematico nato a Basilea nel 1707, dimostrò che tutti i numeri perfetti pari sono dati dalla formula di Euclide. Oggi è ancora aperta la questione dell’esistenza di numeri perfetti dispari: la ventina di numeri perfetti che conosciamo sono tutti pari, ma questo non ci autorizza a pensare che lo siano tutti. Come è strano il mondo in cui viviamo. Ci sono persone che da anni cercano seriamente il numero perfetto dispari. Ci sono persone che invece ce l’hanno già. E queste persone non hanno bisogno di dimostrazioni perché cosí si dice e cosí e'.

Si dice che se un gatto nero ti attraversa la strada, allora non avrai fortuna in quel giorno.
Si dice che se versi l'olio a terra, allora non avrai fortuna per diversi giorni.
Si dice che se passi sotto una scala, allora mille sfortune ti assaliranno.

Puo' darsi che tutte queste cose siano vere, ma a pochi o a nessuno interessa scoprire il perché. Puo' darsi invece che tutte queste cose siano false, ma pochi hanno il coraggio di sostenerlo.
In fondo a tutto, ancora oggi in certi casi si muore senza averne capite le cause. Ancora oggi si guarisce senza averne capite le cause. E finché non tutto sará compreso, il senso del soprannaturale ci accompagnerá.
Spero che non sia questa consapevolezza a spingere la religione ad opporsi al progresso scientifico, soprattutto quando grida a quei venti, che solitamente sono in numero pari a quattro e non a tre, che l'uomo è superiore agli animali e non puó essere fatto oggetto di sperimentazione.

ciao Noellia
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